Mercoledì 20 febbraio 2008 – ore 20.45
Auditorium Centro Polifunzionale Don Calabria
via S. Marco 121, Verona
Adriano Berton, intervistato da Mario Puliero, presenta il suo libro
Scusa New York vado di corsa
Ne discutono: Don Carlo Vinco, Parroco di S. Tomaso, e il prof. Franco Paino Ferrara, neuropsichiatra infantile.
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È il 5 agosto del 1976, quando Adriano Berton e suo padre, su uno scooter, vengono travolti da un’auto impazzita; il papà perde la vita e ad Adriano si spezza la gamba sinistra, completamente.
Giunto all’ospedale la soluzione più lineare pare quella dell’amputazione, ma il chirurgo che lo accoglie lo guarda negli occhi – è un bimbo di nove anni – e non se la sente.
Contro tutti decide di «tentare» di riattaccargliela; è la prima volta che un intervento del genere viene sperimentato in Italia. L’operazione riesce e la vita di Adriano cambia.
«Inoltrandomi nell’inferno, mi sono trovato in paradiso», afferma a distanza di tempo l’autore. Soltanto attraverso quel dolore, infatti, dice di aver potuto raggiungere la serenità, la tranquillità d’animo di chi sa accogliere gli eventi come necessari, e da qualunque vicenda riesce a trarre il meglio e a crescere di un passo. Grazie a quel drammatico giorno, infatti, ed alla forza che ne ha tratto, è riuscito a superare tutte le difficoltà a cui la vita l’ha messo di fronte, e ora, raccontando di sé e del suo progetto di riscatto attraverso lo sport, urla al mondo intero che ce la si può fare, che ce la si deve fare, qualunque cosa succeda e a qualsiasi costo.
«Dopo tanta carrozzina e fisioterapia il mio gioco era quello di camminare di nuovo. Sarebbe già stato tanto. Ci sono riuscito ma soprattutto dopo quasi trent’anni il mio sogno si è realizzato: il 6 novembre 2005 ho partecipato (e concluso in 6 h 00’ 56’’) alla maratona più famosa del mondo. Ce l’ho fatta!»
Scusa New York vado di corsa
di Adriano Berton
Baldini Castoldi Dalai editore
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