I disabili che percepiscono l’indennità di accompagnamento devono presentare ogni anno – entro il 31 marzo – una dichiarazione che attesti se sono o meno ricoverati in strutture sanitarie. L’autocertificazione, dalla quale dipende l’erogazione dell’indennità, può essere presentata all’Ulss, all’Inps o al Comune.
Per conto di una persona disabile sono andato ieri a consegnare all’Inps questa dichiarazione. Mi metto in coda e quando arriva il mio turno, dopo venti minuti, presento originale e fotocopia per avere una ricevuta, ma l’addetto mi comunica che l’Inps non rilascia ricevuta e, se la voglio, devo recarmi all’Ulss dove invece la rilasciano.
Nessun problema, in fondo non è lontano. Ma mi chiedo:
- se sia corretto non rilasciare ricevuta – in pratica un timbro – per un’autocertificazione dalla quale dipende la corresponsione di un’indennità (tra l’altro, l’Inps fino allo scorso anno ha sempre messo il “pervenuto” su copia del documento);
- come mai l’Inps non abbia pensato di mettere un cartello che almeno evitasse le code e, visto che non rilascia ricevuta, di predisporre al banco accettazione una cassetta nella quale chi vuol fare a meno della ricevuta possa lasciare il documento.
All’Unità Sanitaria si può scegliere perché la cassetta c’è, ma se si vuole la ricevuta bisogna andare solo in determinati giorni e mettersi in coda insieme a persone che hanno anche altri tipi di pratiche più consistenti e che richiedono tempo.
Il giorno è uno di quelli giusti, aspetto con pazienza, ma intanto la fila si ingrossa, qualcuno rumoreggia, qualcun altro prova a bussare, finché viene fuori una cortese impiegata che raccoglie le dichiarazioni, timbra per ricevuta le copie e ci permette di tornare a casa.
In vista della scadenza non si potrebbe affidare questa raccolta al banco di accettazione?
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