Pubblicato il Maggio 28, 2008 di admin
No, non è un errore, si tratta proprio di assaggi pedonali.
Sono quei passaggi incompleti, che finiscono col diventare dei veri e propri assaggi, nel senso di piccoli bocconi serviti al tavolo delle pari opportunità, ma ai quali non fa seguito la pietanza completa.
Parliamo dei passaggi pedonali buoni da una parte e in difetto dall’altra, come se fossero di pertinenza di due comuni, uno che fa e l’altro - dirimpettaio - che lascia correre (si fa per dire).
Basta recarsi in un qualsiasi quartiere e cominciare a girare: in breve ci si imbatte in un numero rilevante di queste assurde (ir)realizzazioni.
Guardando le foto (meglio ancora recandosi sul posto) si viene colpiti da un senso di sconforto. Per quale motivo su un lato di un marciapiede è stato realizzato uno scivolo per accedere alle strisce pedonali e su quello opposto tutto è rimasto come prima?
A che serve, se non a generare irritazione?
Ci siamo già occupati di questo fenomeno un paio di anni fa, segnalando all’amministrazione comunale di allora questo tipo di inadempienze, il cui significato va oltre la possibilità o meno per tutti di muoversi in città: testimonia di un approccio superficiale e sciatto ai problemi e ai diritti di una larga fascia di popolazione.
In ogni caso ne deriva un senso di approssimazione, di mancanza di una strategia minima sulla mobilità non solo dei disabili.
In seguito alle segnalazioni qualche passaggio è stato normalizzato, ma pochi.
Ripubblichiamo quindi un primo elenco e lo segnaliamo all’attuale amministrazione comunale (che, va detto, non ha responsabilità sui passaggi in questione, realizzati tutti in periodi antecedenti al suo insediamento).
Qui trovate le foto e l’ubicazione in città.
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Pubblicato il Maggio 26, 2008 di admin
Un corso di autodifesa e una rappresentazione teatrale a Verona. “L’esigenza di essere più sicure e autonome è cresciuta negli ultimi tempi, per metterci al riparo dai pericoli concreti”
occhio di donnaVERONA - Un corso di autodifesa rivolto alle donne disabili su sedia a ruote: è l’iniziativa promossa dal gruppo donne del Galm (Gruppo Gruppo animazione lesionati midollari) e in corso presso la palestra Centro Don Calabria di via San Marco. Un’iniziativa fortemente voluta dalla leader del gruppo, Gabriella Fermanti, intervistata da Danilo Castellarin per il quotidiano L’Arena. “L’esigenza di essere più sicure e autonome è cresciuta negli ultimi tempi, per metterci al riparo dai pericoli concreti”, spiega la Fermanti, riferendo che non sono mancati casi di “pesanti attenzioni” nei confronti di donne costrette sulla sedia a ruote. “E’ doloroso affrontare argomenti così delicati - spiega ancora la Fermanti - perché in una società civile tutto porterebbe a pensare che certi episodi non dovrebbero essere neppure immaginati”.
Ma i casi di violenza contro donne disabili sembrano in aumento e “l’accentuarsi di questo atteggiamento violento e aggressivo corrisponde alla maggior conquista di autonomia e indipendenza”, come riferiscono alcune donne del Galm, che proprio per questo hanno voluto dar vita a questa e ad altre iniziative, come la rappresentazione teatrale in programma per il prossimo 6 dicembre alla Gran Guardia. Protagoniste le stesse donne in sedia a ruote, che racconteranno alcuni dei casi più tristi della loro vita quotidiana.
Fonte: superabile.it
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Pubblicato il Maggio 19, 2008 di admin
Una lettrice ha inviato a Fase3 queste slides in Powerpoint, una gentile storia cinese incontrata in rete.
Sono contrassegnate come esistenti sul sito shiva.3dk, che ringraziamo, anche se sul sito stesso non se ne trova traccia.
L’abbiamo rielaborata in una gif animata per renderla immediatamente fruibile sulla pagina anche a chi non dispone del programma e la proponiamo per ricordare a troppe persone distratte il valore dei vasi difettosi, proprio in un momento in cui la nostra società sembra guardare più ai vasi belli, ma spesso vuoti dentro…
Buona visione e, magari, fate girare…

(per riavviare dall’inizio, ricaricare la pagina)
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